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Natale

Natale è tutti i giorni –

la vita che si accende dentro

e continua  anche se

fa freddo non c’è pane

è buio

non c’è nulla per scaldarsi

nulla

per ricoprirsi

non c’è casa –

Natale è la festa di noi che siamo vivi

e perché siamo vivi

partoriamo ogni giorno

– tutti

uomini e donne

un Dio di calore e sangue

un Dio di fuoco

questo bambino d’inverno

seme della speranza del mondo.

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L’arancia d’oro

Guarda dalla finestra la manifestazione

con striscioni che dicono non ci fermeranno un altro

mondo è possibile.

Cantano per la giustizia.

E’ dicembre. Fa freddo.

Lei non può più camminare.

Nella sua mente si forma

l’immagine di un pino

in una foresta di neve.

La neve è soffice e lei sente

l’odore acuto degli aghi di pino che cadono

come nei Natali dell’infanzia.

Tutto l’incanto e il miracolo era in quell’odore acuto di pino

che si sfaceva a poco a poco.

Anche il pino

stava davanti alla finestra.

Lei guardava fuori

nella bruma dell’inverno.

Come allora anche adesso

sta davanti alla finestra.

Da un ramo pende una grande arancia d’oro.

Dalla strada si levano grida,

la gente agita striscioni

scritti nelle lingue del mondo.

La polizia spruzza gas vietati

dalla convenzione sulle armi chimiche.

Spruzza in nome

della violenza legale.

Spruzza con abbondanza

come se stesse innaffiando le aiole.

Questi fiori hanno bocche e occhi.

Ci sono sempre molti

disposti a lavorare nella polizia

perché amano la violenza legale. 

Lei vorrebbe scendere in strada ma non può.

Da un ramo del pino pende una grande arancia d’oro.

Lei vorrebbe afferrarla ma non può.

E’ Natale.

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L’avvento

E tu piangi di non poter parlare

e protendi due piccole mani

per esser tratto in salvo

e una rosa ti è culla

una rossa rosa che stilla dal costato del giorno.

da Colui che viene  ed Interlinea

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Colui che viene

Colui che viene nel sangue  e nella polvere

e il suo corpo è una casa costruita col fango

ma amarlo nelle garze infette e la saliva amara

in ciò che si disperde senza radice

in ciò che deborda e

                        nella cenere fredda

ma amarlo

nel sorriso e nel tempo ininterrotto della fontana

nella veste oro e cremisi

nel viso simile al nostro ricordo di un viso

nella povertà sempre uguale del cibo

                                     e nell’assenza.

da Colui che viene  ed. Interlinea

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L’occhio

L’occhio  si apre e si chiude

e dentro di esso

il mondo si affaccia

in un vortice.

Il mondo è un occhio

che racchiude una pupilla di cristallo

sulla sua retina si imprime l’eterno

nelle mille forme dell’esistere.

Sul liquido abisso dell’occhio

si affaccia la nostra anima

in cerca di distrazione  o di salvezza

ma l’occhio ci rinvia

la nostra immagine

come una lente capovolta.

Sulla retina si stagliano angeli

che sono sogni e desideri di angeli.

Nell’occhio scopriamo il nostro sé

e ci ritraiamo per paura

di infrangere la sua fragilità.

Un Dio cosmico riflette

l’inafferrabilità della vita.

Il liquido chiaro intorno alla pupilla

è la chiarità dell’oceano all’alba

ai cui bordi nasce la luce

e solleva le sue colonne

fino alle sommità del cielo.

Nel cielo del nostro occhio

nuotiamo

verso le rive di Dio.

Una minuscola vela

lo attraversa

da cui scruta i venti Ulisse.

Donatella Bisutti

Inedito