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Maria Carla Baroni

Piazze di sogni incarnati

Maria Carla Baroni, economista ambientalista, impegnata in politica e nel movimento delle donne, è nata nel 1940 a Milano, dove vive e opera. Scrive poesie dall’adolescenza, ma solo dal 2002 ne cura la pubblicazione: Canti del divenire (L’Autore Libri, 2002), primo premio al Premio letterario Europa (Lugano, 2004); Canti di amore e di lotta (Ibiskos, 2003); Millenni di minuti (Il Filo, 2005); Canti d’amore e di lotta  (LietoColle,  2008), rinnovata e ampliata; Mangrovia (LietoColle, 2011). Degli ultimi due libri seconda edizione nel 2012. Principali antologie in cui compare: “Milano in versi”; “La poesia, il sacro, il sublime”;” Calpestare l’oblio”; Il valore del tempo nella scrittura; 100 Thousand  Poets for Change; L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio  (1990-2012) a cura di Ninni DiStefano Busà e Antonio Spagnuolo. E’ comparsa in riviste,  siti e blog, in Tendenze di linguaggi (Helicon, 2008), in Enciclopedia degli autori italiani (Penna d’Autore, Torino, 2010); in Letteratura italiana contemporanea (Helicon, 2015) e in Dizionario critico della nuova letteratura italiana (Helicon, 2017). Nell’ottobre 2019 è uscito Piazze di sogni incarnati, Manni Editori, con introduzione di Maurizio Cucchi.

Per una città delle donne

Tante e vecchie e sole donne
in desolate lande di periferia
anche per voi
il mio politico fare e poetare
per una città bella per tutte
senza muri e recinzioni
con alberi fiori e sentimenti
più vie con nomi di donne
una piazza di vita associata
in ogni quartiere.
Una città di spazi e tempi
sbocciati in comune
con tempi lunghi a dilatar gli spazi.

Suicidio nel condominio

Sguardo gentile, mesto sorriso
sul balcone a fianco. Ti sei buttato
nudo dal quinto piano, caduto
sul cofano di un’auto, rimbalzato
giù nel cortile.

Poco sangue, non hai sporcato.
Ti hanno portato via.
La vita ha continuato, qui,
nel condominio
come tu non fossi mai stato.

Operare al sindacato e amare

Il mio è un dissodare una terra
ingrata, compenetrata
con la mia vita. Un continuo
lanciare semi senza sapere
se germoglieranno e quando
le messi d’oro del cambiamento.

Amare è vivere di sole
che inonda di calore la terra
dà guizzi di luce alle cose
risalto di vita ai colori.

Pollaio in terrazza

Sfollata bambina in un paesino
sulla riva di un lago lombardo.
Un vecchio casolare contadino,
un asilo con orfanelle dalle divise scure
tra cui soffrivo di essere diversa.
Lontani bombardieri in volo
verso Milano.

Un pollaio in terrazza
nel primo dopoguerra in città
un buco di cielo
lasciato da una bomba in un soffitto.

Per anni racconti di guerra
di mio padre e mia madre
la sera dopo la cena
rastrellamenti, bombardamenti, paura
e sangue freddo, il caso benigno.

Erano ancora vivi a raccontare.
Domande che non avanzai
e ora non posso più fare.

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